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PARCHEGGIO A LONGEA, MOENA (TN)

La costruzione di un parcheggio di testata a Moena evidenzia sin da principio la necessità di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’opera.  Obiettivo del progetto e’ stato quello di pensare ad un’opera che si inserisca armoniosamente nel contesto montano e che,  possibilmente, ne valorizzi le potenziali risorse. L’area prevista per l’edificazione del parcheggio si situa lungo il crinale della vallata compresa tra strada Cernadoi ed il torrente Avisio, vallata che precede l’arrivo in paese da nord. Il progetto presentato propone di estendere l’area per l’edificazione del parcheggio al di fuori dei limiti proposti dalla scheda di progetto, inglobando la porzione di terreno sotto strada Cernadoi, con l’intento di realizzare due soli piani per il posteggio delle automobili.

Economia e vantaggio dell’ampliamento del parcheggio sotto strada Cernadoi

 Il sedime indicato per il progetto del parcheggio, esteso anche allo spazio sottostante strada Cernadoi, diventa un’area sufficiente per la realizzazione di un parcheggio interrato composto di soli due piani, che contengono duecentocinquanta posti auto. I vantaggi di questa scelta progettuale sarebbero non soltanto di natura economica, ma soprattutto di natura paesaggistica. Sarebbe possibile costruire un manufatto di notevoli dimensioni volumetriche in grado di inserirsi mimeticamente nell’ambiente, in modo armonico, senza turbare l’equilibrio paesaggistico del luogo. Un solo segno si alza in prospetto e taglia il profilo della vallata. Un’incisione da cui esce luce si affaccia sulla valle del torrente Avisio. La scelta fatta è precisa: occupare il sedime di strada Cernadoi apporta una notevole riduzione dell’impatto ambientale dell’opera in località Longea.

Il parcheggio

Il parcheggio è accessibile dalla nuova rotatoria che collega strada Cernadoi al nuovo ponte di collegamento. Una rampa a due corsie scende parallela a strada Cernadoi fino al livello -1 (primo piano del parcheggio). Il controllo dell’ingresso e dell’uscita veicolare sono gestiti tramite casse e sbarre automatizzate. Il parcheggio si sviluppa su due piani collegati tra loro da due rampe a senso unico di marcia. Il parcheggio interrato si mantiene rettilineo sul fronte che costeggia il torrente Avisio, attestandosi sul limite dei dieci metri fissato dalla fascia di rispetto fluviale.  All’interno del parcheggio è presente un volume centrale, nocciolo baricentrico del parcheggio, costruito interamente in cemento armato, pensato per essere sia nucleo strutturale portante che nucleo distributivo. In tale spazio interstiziale si trovano: il vano scala principale, due ampi ascensori, i servizi igienici ed i locali tecnici. Il volume risulta frammentato per agevolarne la circolazione pedonale interna al parcheggio e per favorire la penetrazione di aria e luce. L’aerazione e l’illuminazione naturale sono garantite in entrambi i piani da un’ampia apertura a tutta parete che si affaccia verso il torrente Avisio, schermata da elementi verticali in legno su due livelli. Si tratta di un volume leggero in grado di ritmare e far vibrare visivamente l’unico vero prospetto del manufatto architettonico, ovvero quello verso ovest. Quest’elemento è una rielaborazione del tradizionale uso del legno in ambiente montano. Così come in una dialettica tra materiali pesanti (legno e pietra) tradizionalmente si usava costruire le case nell’edilizia minore, con la parte lignea solitamente usata per realizzare i piani superiori staccati dal terreno, contro cui invece si inseriva la pesante pietra, nel progetto si è pensato di contrapporre dialetticamente un volume ligneo sospeso di rivestimento alla pesante muratura in calcestruzzo armato che caratterizza tutte le murature di contenimento e di sostegno al parcheggio.

Il percorso pedonale

Al percorso pedonale vi si accede direttamente dal parcheggio, utilizzando i due ascensori o il vano scala centrale che portano su un’ampia area di uscita coperta, filtro tra il parcheggio e il dolce argine del fiume. Il nuovo percorso in progetto, in ghiaino compattato drenante, costeggia il fiume Avisio ed è sufficientemente largo da consentire sia il transito pedonale che quello ciclabile. Tale collegamento si prevede di tenerlo piano per tutta la parte di sviluppo del livello -3 (quello di uscita dal parcheggio). Successivamente il percorso sale con una pendenza inferiore all’8%, passando tra gli orti attualmente presenti, per cui è previsto un riposizionamento in prossimità delle rispettive proprietà. L’innesto con il paese avviene sfociando su Piaz de Ramon, soluzione che a nostro avviso risulta essere la più praticabile perché intercetta un giardino pubblico ed obbliga i fruitori del percorso a scendere e a lasciarsi condurre attraverso il sistema urbano delle piazze esistenti.

 Il ponte e il tunnel

 Il collegamento del parcheggio con la parte alta del paese potrebbe essere garantito da un sistema formato da una rotatoria su Strada Cernadoi, da un nuovo ponte sopra il torrente Avisio, da un tunnel sotto la proprietà della Polizia e da una rampa di collegamento alla rotatoria finale che immette su via Ischia. Il progetto ha considerato le quote altimetriche esistenti e ha cercato di evitare bruschi cambiamenti di pendenza. Le due rotatorie vengono viste come punto di smistamento del traffico veicolare. Sia su via Ischia che sulla Strada Cernadoi ci sono più strade che convergono in un unico punto. La rotatoria, se contestualizzata, sembra essere una soluzione efficace. Il nuovo ponte di collegamento è stato previsto in elementi prefabbicati, conci in calcestruzzo armato precompresso, messi in opera con cavi di post-tensione. Tale sistema consentirebbe di costruire il ponte evitando di utilizzare diseconomici ponteggi sulla vallata.  La sezione del ponte così come il suo profilo privo di appoggi sottostanti garantisce un inserimento paesaggistico di minimo impatto.

Data: 2013

Luogo: Longea, Moena (TN)

Ente banditore: Comune di Moena

Gruppo di progettazione: Arch. Alberto Campaci, Arch. Massimiliano Chinello,  Arch. Luigi Marcato, Arch. Matteo Milani