white
white2
show sidebar & content

RIUSO CHIESETTA ANNESSA AD UN FABBRICATO ESISTENTE A GALLIERA VENETA

Gli obbiettivi generali, già evidenziati dal Bando, che si intendono perseguire con il progetto per il riuso dell’ ”Ex fondazione Marianna di Savoia”, possono essere così sintetizzati:
riattribuzione di un ruolo pubblico con prevalente finalità culturale, alla chiesetta; riconfigurazione del sottotetto dell’intero edificio, quale spazio museale e per attività pubbliche e culturali collegate alle attività didattico educative; creazione di percorsi di collegamento dalla Piazza al Parco, di spazi per incontri e attività all’aperto,  prevedendo la possibilità di parcheggio di servizio; valorizzazione degli immobili a destinazione pubblica dell’intorno.
Il progetto si prefigge di mettere in luce un carattere che il luogo già possiede.
Questa l’idea di fondo che ha portato a formulare il primo atto del progetto: l’ipotesi di ricomporre ed articolare gli edifici che costituiscono il tessuto del centro urbano, caratterizzati non solo da importanti funzioni pubbliche, ma anche da grande rilevanza storica e architettonica, in un “unico sistema”, volto a riconfigurare il centro di Galliera Veneta come “polo” di interesse culturale, didattico e ricreativo.
Il ruolo assunto dalla “Ex fondazione Marianna di Savoia”, di baricentro della scena urbana occupata dal Municipio e dalla Piazza, e dal complesso religioso, composto dalla Chiesa, Canonica e Patronato, è stato determinante nella scelta dei punti focali dell’intervento.
L’edificio si confronta a sud con l’ex Sala Parrocchiale, mentre ad est si trova l’imponente Villa Imperiale.
Tali preesistenze, oggetti urbani di gran valore, risultano tuttora scollegati tra loro: finalità principale del progetto è la creazione tra loro di un sistema dinamico di relazioni.

 

Data: 2009

Luogo: Galliera Veneta (PD)

Ente banditore: Comune di Galliera Veneta (PD)

Gruppo di progettazione: Arch. Massimiliano Chinello, Arch. Manuel Donà, Arch. Luigi Marcato, Arch. Matteo Milani, Arch. Elisa Nolo, Arch. Elena Salata